Pompei consigli di lettura

A Pompei con (il libro di) Alberto Angela

Viaggio fuoriporta

Questa volta un consiglio di lettura un po’ particolare. Pompei, 18 febbraio 2020: vi racconto la mia esperienza. La prima cosa da dire è che, se siete fortunati, visitare Pompei a febbraio/marzo è un’esperienza meravigliosa. Io e mia mamma, che una volta l’anno ci concediamo un viaggetto per sole donne, siamo capitate in una giornata di tiepido sole. Siamo partite da Sorrento su un treno della circumvesuviana pressoché vuoto e abbiamo iniziato la visita intorno all’una, orario inusuale. Talmente inusuale che non c’erano guide in italiano.

Americanate

Così ci siamo accodate a un gruppo di Americani, che è sempre un’esperienza divertente perché a una prima impressione, quando la guida fa le domande, ti sembra di essere l’unico secchione della classe che ha fatto i compiti, e poi ti rendi conto di quanto le cose che noi diamo per scontate, per chi viene dall’altra parte del mondo non lo siano. Interessante, ma alla terza/quarta battuta sul primo Mc Donald’s della storia e sui simboli fallici cominci un po’ a rimpiangere la guida in italiano. Quindi, primi consigli:

Le basi

  1. Evitate l’estate, quando i treni degli anni ’50, senza aria condizionata, con a bordo centinaia di persone, sembreranno dei nidi scaldabontà.
  2. Tenete a mente che le visite guidate in italiano sono generalmente alle 10.
  3. Non partite senza una guida, se possibile, perché i luoghi sono bellissimi, ma senza alcuna indicazione si finisce per ritrovarsi sempre persi tra rovine, che senza storie da raccontare iniziano a diventare noiose (non se queste cose le studiate, in quel caso parleranno da sole).

La visita

Ma procediamo. La visita è interessante, la guida preparata, ma alla fine realizziamo che quello che abbiamo visitato in 2 ore sono circa 2/10 del totale. Il che è perfettamente normale, vista la grandezza del luogo, ma come procedere per il resto?

Avevamo comprato una piccola guida all’ingresso e siamo andate a tentoni. La cosa ha funzionato, e ci siamo ritrovate a vedere le ultime parti proprio nell’ora d’oro, che coincideva con la chiusura del sito. Un’atmosfera meravigliosa. Anche così però, non ne sono uscita totalmente soddisfatta. O almeno, lì per lì sì, ma poi mi sono venuti mille dubbi, e allora ho deciso di ricorrere nei giorni seguenti, con le immagini ancora fisse nella mente, alla guida assoluta, Alberto Angela.

E torniamo ai consigli:

Compiti a casa

3) Compiti pre-gita: leggere I tre giorni di Pompei.

I tre giorni di Pompei, dopo un’attenta lettura, è veramente la guida turistica migliore che possiate trovare se volete sapere tutto il necessario su Pompei senza ricorrere a veri e propri studi. Infatti si tratta di un saggio, come del resto la maggior parte dei libri di Angela, molto divulgativo, che oltre ai dati storico/scientifici comprende storie di personaggi realmente esistiti, basate sulle ricostruzioni più recenti. Non solo, vi spiegherà i punti più interessanti da visitare, e vi dirà cosa cercare luogo per luogo per capire di più sulla vita dell’epoca. Vi consiglio una lettura anticipata per goderne al meglio, eventualmente una lettura successiva alla visita, ma non una sul luogo, perché è molto lungo e segue un filo logico, non è diviso per capitoli consultabili sito per sito.

I tre giorni di Pompei, curiosità

Le curiosità che mi ha rivelato questo libro sono infinite, a partire dal fatto che il Vesuvio dell’eruzione non è lo stesso di oggi, ma aveva un’altra forma e un altro nome, per poi svelare che l’eruzione non è stata fulminea, ma è durata giorni, e molti hanno preso decisioni tremendamente sbagliate che sono costate loro la vita. Ci racconta di come sono stati creati i calchi delle persone, descrizione che ci farà sentire in un luogo di preghiera più che in gita, e portare un rispetto tutto diverso. Ci spiegherà come noci, fichi e amanuensi possano essere le chiavi di un mistero durato moltissimi anni, e ci porterà perfino alla scoperta di antichissimi biscotti per cani.

Ma non voglio anticiparvi tutto. Vi basti sapere ancora che:

I trucchi da insider

– La signora dell’edicola della stazione la sa lunga, e vi consiglierà i panini del bar della stazione invece dei bar interni, perché sono ‘na schifezz’. Però vi farà pagare la guida 2 euro in più.

– I panini della stazione effettivamente sono stra buoni.

– Esiste un curioso deposito bagagli dentro ai bagni della stazione, e costa poco.

– Le battute sui falli da parte degli Americani comunque non hanno nulla da invidiare alle scritte sui muri dei pompeiani del 79 d.C. Quindi prendiamoci poco sul serio.

Per consigli di lettura o ispirazioni di viaggio (anche se sono ancora poche) vi rimando alla homepage. Buona lettura!

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