Nel segno dell'anguilla svensson

Nel segno dell’anguilla

Cos’è Nel segno dell’anguilla

Nel segno dell’anguilla è un romanzo di Patrik Svensson pubblicato da poco da Guanda editore. Definirlo romanzo forse non è del tutto esatto, perché tocca vari generi ed è in parte saggio e in parte una sorta di diario. 

Nessun viaggio verso le origini è davvero uguale a un altro.

Temi e trama 

L’ambizioso obiettivo che si pone l’autore è quello di portare un animale quasi totalmente ignorato come l’anguilla sul piedistallo dei misteri della scienza, e accompagnarci in un lungo viaggio alla scoperta del motivo per cui vi rimane ancora nel 21esimo secolo. Per farlo, parte da ciò che gli è più caro e vicino: la sua esperienza personale.

Così eccoci improvvisamente in un tranquillo paesino svedese, immersi nella calma di un piccolo torrente a imparare come catturare le anguille, assistendo allo stesso tempo anche alla costruzione del rapporto tra il protagonista e suo padre, grazie a questa passione condivisa.

Quando eravamo giù al torrente, non mi ricordo che parlassimo d’altro se non di anguille e del modo migliore per catturarle. O meglio, non mi ricordo proprio che parlassimo. Forse perché in effetti non lo facevamo mai. Forse perché ci trovavamo in un luogo dove il bisogno di parlare era limitato, un luogo che per natura poteva essere meglio apprezzato in silenzio. Bisognava stare zitti per diventare una parte del tutto. 

Perplessità iniziali 

Ho ricevuto Nel segno dell’anguilla in regalo, e la prima cosa che ho pensato è stato che somiglia, come genere, a La via del bosco di Litt Woon Long, che ho adorato e considero una delle rivelazioni del 2019. Però mentre i funghi sono pur sempre qualcosa di familiare e amato da molti, l’anguilla rimane qualcosa di vagamente ripugnante che non attira esattamente la nostra curiosità. Perché, quindi, dovremmo voler indagare sul suo conto? Ammetto che non so se di mia spontanea volontà avrei comprato questo libro.

Sorprese

E invece Svensson vince la scommessa. Non solo leggendo questo strano romanzo impariamo cose nuove dal punto di vista scientifico, ma ci si apre tutto un mondo di curiosità storiche che riguardano lo studio delle anguille nei secoli. Ad esempio, sapevate che perfino Freud si era cimentato con il mistero del luogo di origine delle anguille prima di darsi allo studio della psicanalisi? O del lavoro instancabile di Johannes Schmidt al timone della sua barchetta, per trovare anguille sempre più piccole e delineare così i confini del loro luogo di riproduzione? E ancora di come le guerre mondiali hanno influito sugli esiti di tali studi? 

Un viaggio imperdibile

Nel segno dell’anguilla è un viaggio meraviglioso e appassionante attraverso il tempo, lo spazio e le emozioni e voglio lasciarvi qui un ultimo assaggio per convincervene:

Per l’uomo l’esperienza del tempo è legata inesorabilmente all’invecchiamento, e l’invecchiamento segue una linea cronologica abbastanza prevedibile. […] L’anguilla, invece, diventa un’altra a ogni metamorfosi[…], il suo processo di invecchiamento sembra legato a qualcosa di diverso dal tempo. Una creatura come l’anguilla percepisce il tempo come un flusso o per lei il tempo è piuttosto una condizione? In altre parole, ha un modo tutto suo per misurarlo, completamente diverso dal nostro? Forse una cronologia marina? 

Per altri spunti di lettura vi rimando alle altre recensioni

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