Le braci di Sándor Márai

Le braci

Cos’è Le Braci

Le braci è un romanzo di Sándor Márai, scrittore ungherese oggetto di riscoperta negli ultimi anni non solo in Italia (grazie ad Adelphi), ma anche nella sua stessa patria, dove non aveva mai goduto di grande successo.

Il romanzo venne pubblicato per la prima volta in Ungheria nel 1942 e considerato realmente solo nel 1990 (in Italia nel 1998), entrando meritatamente in quella cerchia di eccellenze letterarie mitteleuropee del secolo scorso. L’autore, tuttavia, era incerto sull’intenzione di pubblicarlo perché lo riteneva troppo romantico. 

La trama e gli sviluppi

La trama è di una semplicità sorprendente: due amici di una vita, cresciuti insieme nell’ambiente militare, improvvisamente si dividono perché uno dei due fugge senza lasciare traccia. Si ritroveranno dopo 41 anni di attesa per regolare finalmente i conti e chiarire un evento drammatico di cui si avvertono ancora le pesanti ripercussioni. 

Lo sviluppo di questa storia, che si svolge effettivamente nell’arco di una notte, è tutto psicologico, e ci trasporta nel tumulto interiore di uno dei protagonisti, in una ricerca incessante della verità o quantomeno di una risposta che possa portargli la pace. 

Ritmi lenti

Le braci è un libro da assaporare lento, non adatto alla frenesia dei nostri giorni. Il protagonista stesso appartiene a un’altra epoca, a un altro modo di soffrire, di subire e di reagire; basti pensare per quanto tempo si ritiri lontano dal mondo per riuscire a formulare due sole domande all’amico di una vita, perché egli possa finalmente dare una risposta ai suoi dubbi. 

E come le persone appartenenti allo stesso gruppi sanguigno sono le uniche che possano donare il loro sangue a chi è vittima di un’incidente, così anche un’anima può soccorrerne un’altra solo se non è diversa da questa, se la sua concezione del mondo è la stessa, se tra loro esiste una relazione spirituale.

Non è un romanzo accattivante, ma molto riflessivo e introspettivo. Ammetto che le prime cinquanta pagine mi sono risultate abbastanza noiose (ammetto anche, per contro, che non amo le descrizioni particolarmente lunghe), ma da un certo punto in poi c’è stato un clic e tutto ha iniziato ad avere senso, ho avvertito la completa immedesimazione nel personaggio e l’urgenza di conoscere la verità. 

Si tratta di un libro di un’eleganza fuori dal comune, in cui l’impeto e la fiamma che bruciano l’anima del protagonista sono costantemente levigati per portare l’irrazionale al razionale, la foga alla calma e alla rassegnazione. 

Verità inaspettate

Le verità più importanti e sconvolgenti di questo romanzo non sono quindi quelle che ci aspetteremmo, perché non riguardano i fatti, ma i sentimenti e le relazioni. Raramente ho letto righe più forti sul tema dell’amicizia, 6-7 pagine centrali da leggere e rileggere e su cui ci si sofferma a pensare per giorni. I pensieri sulla libertà in amore non sono da meno, e nemmeno quelli sull’animo umano. Eccezionale poi la riflessione sull’importanza dell’intenzione dietro a ogni azione.  

Dobbiamo sopportarci quali siamo, il segreto è tutto qui. Sopportare il nostro carattere, la nostra natura di fondo, con tutti i suoi difetti, il suo egoismo e la sua cupidigia, che non saranno corretti né dall’esperienza né dalla buona volontà. Dobbiamo accettare che i nostri sentimenti non siano contraccambiati, che le persone che amiamo non rispondano al nostro amore, o almeno non nel modo che vorremmo. Dobbiamo sopportare il tradimento e l’infedeltà, e soprattutto la cosa che ci riesce più intollerabile: la superiorità intellettuale o morale di un’altra persona.

Un finale amaro

Il finale, ahimè, lascia indubbiamente spiazzati, amareggiati forse, tanto più se lo si legge da giovani, ma a un secondo esame si intuisce che il racconto non potrebbe essere destinato che a concludersi così; la vecchiaia insegna anche questo. 

Le braci, semplicemente, non può lasciare indifferenti. Può farci annoiare, arrabbiare, ci può anche deludere per alcuni aspetti, ma sicuramente non potrà che farci riflettere. E se non è importante questo, allora non so cosa possa esserlo. 

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