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Ultime della notte

Il commissario Charitos

In questo periodo, chi mi segue sa che sto cercando di avvicinarmi al genere giallo, che, escludendo alcuni capolavori di Agatha Christie e di Camilleri, non mi ha mai coinvolto troppo. La mia mente è poco incline al calcolo e di indole un tantino distratta, fattori che mi hanno sempre tenuta lontana dal godermi quei polizieschi dagli indizi nascosti e dagli intricati puzzle da costruire.

Mi direte: stai parlando delle basi in cui il genere giallo trova le sue fondamenta. È assolutamente vero; infatti io mi rivolgo in questo articolo ai lettori di gialli frustrati e atipici come me, che leggono trecento pagine e anche dopo aver avuto la soluzione del delitto non hanno capito come ci si sia arrivati, che si perdono nelle cifre e si dimenticano i nomi dei testimoni; mi rivolgo ai lettori che nel giallo cercano personaggi ben delineati cui affezionarsi, il fattore umano, la psiche che vince sulle prove empiriche.

Mi hanno parlato molto bene in questo senso di Petros Markaris, scrittore greco attivo dagli anni Ottanta, famoso soprattutto per una serie che per certi versi ricorda un po’ il nostro commissario Montalbano. Sto parlando dei casi del commissario Charitos, che hanno avuto fin da subito un successo internazionale. Per La Nave di Teseo è appena uscita l’ultima avventura, Il tempo dell’ipocrisia, ma io ho deciso di partire dal suo esordio con Ultime della notte, anno 1995.

Un protagonista atipico

È da qui che è iniziato tutto, con un uomo, il commissario Charitos appunto, che racconta la sua vita in prima persona. Ci troviamo ad Atene, dove due albanesi vengono uccisi in casa in circostanze misteriose, cui si intrecciano traffici di bambini e altri crimini che non voglio anticipare. La prima cosa che mi ha colpito è che siamo abituati a detective super moderni, dotati di ogni finezza tecnologica, sempre con la risposta pronta e dalla vita privata inesistente, mentre il primo incontro con Charitos lo abbiamo dentro casa sua, intento a litigare con la moglie e interrogarsi sul suo futuro in commissariato.

Cosa mi è piaciuto

È stato proprio questo a farmi apprezzare questo genere di giallo: vedere il commissario come una persona qualunque, che medita su una serie di dati, collegamenti ed eventi andando a cercare allo stesso tempo sul dizionario la parola “profile” (ricordiamoci che questi inglesismi ora così noti non lo erano altrettanto prima del 2000) mentre si chiede quando la moglie tornerà a parlargli dopo l’ennesima discussione per un paio di scarpe.

Detto così sembra quasi banale, ma vedere un commissario così umano, fa sentire anche noi nella condizione di essere a nostro agio nel cercare soluzioni insieme a lui, e finiremo a cucinare, farci la doccia o metterci a letto pensando a questa e quella pista da seguire. Ma il punto è che il romanzo non si limita neppure a questo, perché Charitos non è l’unico protagonista. Markaris delinea infatti pagina dopo pagina un emozionante ritratto di Atene, città dove avvengono questa indagine e tutte quelle successive, facendoci conoscere le sue realtà complesse e affezionare alle sue vie tortuose.

Ce l’ho con me stesso perché avevo deciso di rilassarmi e adesso, invece, sono infuriato. Riprendo di nuovo il Dimitrakos. Alcune pagine sono stropicciate; mentre sto cercando di sistemarle vedo la parola beffato. È perfetta per me. Comincio a leggere, per trovare le mie radici. Truffato, imbrogliato, raggirato, fesso, reso ridicolo. Perfetto.

Il libro migliore?

È il libro migliore di Markaris? Ho letto solo questo finora, ma quello che ho avuto modo di capire leggendo varie recensioni, è che sia ancora un poco acerbo rispetto a quelli a venire della stessa serie. Penso sia normale; in molti libri di questo genere all’inizio si delineano i personaggi e si gioca con la stesura delle trame, e solo col tempo si raggiunge la pienezza descrittiva. Devo dire però, che a parte la curiosità di andare avanti e sapere cosa succederà ai vari personaggi, non ho notato lacune, o cose disturbanti.

Da dove iniziare

Iniziare da qui? Questo dipende da voi. Lo consiglio se vi affezionate ai personaggi e volete seguirne tutta la storia dall’inizio; se invece vi piace cambiare e cercate semplicemente un giallo ben scritto per poi passare ad altro, vi consiglierei di prenderne uno dei primi anni 2000, o forse addirittura uno degli ultimi. Da parte mia, non mancherò di tenervi aggiornati sulle mie prossime letture con protagonista il commissario Charitos.

Qui il link alla pagina della casa editrice:

https://www.ibs.it/ultime-della-notte-libro-petros-markaris/e/9788845248597

E uno alla mia pagina di recensioni, per chi proprio di gialli non ne vuole sapere, o per una sbirciatina alle mie ultime letture:

https://lerighedipersefone.net/category/recensioni/

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