la via del boscco

La via del bosco

Cos’è

La via del bosco è il libro più interessante letto finora quest’anno. Rivelazione della fiera di Francoforte del 2017, la sua edizione italiana è arrivata in libreria con la casa editrice Iperborea poche settimane fa. L’autrice è Long Litt Woon, una norvegese di origini malesi, e in questo romanzo racconta come la neonata passione per i funghi l’abbia aiutata nel superare un grande lutto.

La trama

Eliof se n’è andato così, senza preavviso, accasciandosi sul pavimento dell’ufficio per un malore. Semplicemente, dopo aver dato un bacio alla moglie al mattino ed essere partito per il lavoro, non è più rincasato, lasciando dietro a sé un vuoto incolmabile. Alcune settimane dopo, Litt nota che sta per iniziare all’università un corso di micologia che a suo tempo era parso interessante a entrambi; perché non partecipare, un po’ per esaudire un desiderio di chi non potrà più realizzarlo, un po’ per andare oltre e distrarsi?

Man mano che l’universo dei funghi si schiudeva davanti a me, mi rendevo conto che la via del ritorno alla vita era più semplice di quanto credessi. Si trattava solo di radunare gioie sfavillanti e crepitanti. Bastava seguire il sentiero dei funghi fino in fondo, anche se non avevo ancora idea di cosa mi attendesse laggiù. Cos’avrei trovato nel grande ignoto che mi si prospettava? Cosa si celava dietro svolte, nebbie e declivi?

La struttura

Così prende forma La via del bosco, introduzione a un mondo affascinante e ignorato dai più, e diario di una lenta rinascita. Le due parti sono magnificamente divise da inchiostri di colori diversi: un tenue azzurro per le riflessioni interiori relative al lutto, un classico nero per le descrizioni micologiche. Così ci immergiamo in un mondo tutto nuovo, pieno di regole scritte e non, dall’esame per diventare esaminatori ufficiali, alle gite organizzate per i profani, dai consigli pratici per la raccolta agli argomenti tabù.

Comunque sia, quando le cose si misurano in grammi anziché in etti, se non sono droghe sono funghi pregiati.

La sorpresa

Non pensavo, sinceramente, di riuscire ad appassionarmi a un mondo così lontano dai miei soliti interessi, ma la Long è così coinvolgente da catturare completamente il lettore, portandolo a godere del suo racconto utilizzando tutti i sensi; di ogni fungo, oltre a riportare il disegno da maturo e da piccolo, descrive il colore, la sensazione al tatto, gli impieghi, le possibili confusioni e diversi aneddoti personali a esso legati.

La poesia che riesce a creare partendo dai funghi è qualoca di magico; cogliere la bellezza dell’effimero e trarne vantaggio per uscire lentamente dal dolore della perdita è un vero dono, e ancora di più lo è riuscire a trasmettere questa emozione al lettore. Una forza personale e narrativa notevole, in una veste grafica che le valorizza al massimo.

Epilogo mangereccio

Inutile dire che, forse anche per colpa delle varie ricette presentate nel libro, appena finita la lettura ho sentito il bisogno di cucinare funghi, per ora comprati al mercato, ma chissà. I venditori di funghi non si sorprendano se vedranno un’impennata di vendite, e i ricercatori accaniti non se la prendano troppo se avranno molti nuovi rivali, qui siamo decisamente di fronte a un caso editoriale.

P.S. Long Litt Woon sarà in Italia la prossima settimana! Andate a vedere le date delle presentazioni di La via del bosco, nel caso ci fosse qualcosa vicino a voi.

https://iperborea.com/news/630/

Per altre recensioni, come sempre:

https://wordpress.com/view/lerighedipersefone.net

Buona lettura!

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