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Una famiglia americana

La recensione di Una famiglia americana

Nel caso vi steste chiedendo se mi sono fissata sugli scrittori americani, la risposta è sì. Vi capita mai di rendervi conto di punto in bianco che alla vostra conoscenza letteraria manchino completamente alcune aree geografiche? Ecco, a me è successo proprio prima delle ferie.

Mi sono resa conto che pur avendo letto con piacere diversi autori americani, alcuni nomi noti della cultura statunitense non sono mai passati per la mia libreria. Per questo motivo ho approfittato delle vacanze e di un periodo di lavoro meno intenso per affrontare Vonnegut, Bellow, Tarth, per comprare Roth e cercare quello che mi manca di Hemingway.

In questo panorama, non ho potuto fare a meno di notare quanto sia famosa e produttiva Joyce Carol Oates e che di suo non avessi mai letto nulla. Per questo motivo, ecco la recensione di Una famiglia americana.

Cos’è

Una famiglia americana è un romanzo di Joyce Carol Oates, come dicevo scrittrice statunitense estremamente prolifica, che nella sua carriera ha pubblicato più di cinquanta romanzi, oltre a saggi, poesie e testi per il teatro. Si dice che gli scritti della Oates portino a una rabbia e un profondo senso di ingiustizia, e pur avendo letto soltanto questo suo libro finora, non posso che essere d’accordo con questa affermazione.

La trama

I Mulvaney sono la famiglia americana perfetta. Michael Mulvaney si è fatto da solo, nessuno studio ma olio di gomito per fondare una ditta di riparazione tetti che gli ha permesso di comprare la spledida fattoria che gestisce con la moglie, Corinne. Vivono con loro i tre figli, Mike Jr., Patrick, e la dolce Marianne, protagonista di questa storia.

La formazione cattolica di Marianne è il pilastro del suo comportamento. Gentile e disponibile, ha sempre un occhio di riguardo per i deboli e una terribile paura di fare qualcosa di sbagliato, per cui si dimostra sempre molto attenta a non dare una cattiva impressione. Un giorno, però, a Marianne succede qualcosa di molto brutto, che non riuscirà a farla convivere né con se stessa, né con la sua famiglia, che inizia lentamente a sgretolarsi dall’interno.

Viviamo questa storia con gli occhi del fratello minore, che non riesce a comprendere subito quali effetti terribili avrà questo evento sulla sua famiglia e ne ripercorre gli sviluppi dal giorno cruciale fino all’età adulta.

Non fu un congedo facile come lo sto facendo sembrare. Perché non c’è nulla tra gli esseri umani che non sia complicato ed è impossibile parlare di esseri umani senza semplificare e procedere per approssimazioni. Mamma pianse ma mi aiutò a fare le valigie. Mi implorò di inginocchiarmi con lei e pregare assieme per chiedere a Dio se fosse la cosa giusta da fare e io, molto calmo, rifiutai.

Le sensazioni

Una famiglia americana è un pugno allo stomaco, perché ci dimostra da una parte a quali impensati livelli può arrivare l’emarginazione di una vittima, e dall’altra quanto siano coinvolte ed emarginate a loro volta le persone che la circondano, sia che esse siano d’aiuto, sia che siano semplici spettatori.

Questo romanzo fa male, è il ritratto di una società che non vorremmo vedere ma che esiste, e che dobbiamo affrontare. Nella sua spietatezza (perché è veramente spietato, ho avuto una sensazione di malessere per almeno due giorni dopo averlo finito), io l’ho interpretato come un inno alla gentilezza e all’empatia, per meditare su cosa potremmo fare se qualcuno vicino a noi vivesse un evento del genere.

Allo stesso tempo fa riflettere sulle aspettative della società nei confronti di un singolo o di una famiglia ideale, e quanto questi stereotipi siano ancora forti nonostante viviamo in un mondo che ama definirsi sempre più aperto e comprensivo.

In conclusione

Per concludere, ho trovato veramente brillante il risultato dell’utilizzare una storia personale, in cui ognuno di noi possa facilmente immedesimarsi, per poi mettere in discussione l’intero modello su cui si basa la società (statunitense, ma non solo). Pensavo di trovare un romanzo semplice e leggero in stile saga familiare o giallo, e ho trovato qualcosa su cui riflettere per giorni. Consigliato.

Voglia di altre letture?

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